"Saperi, sapori, culture": un blog su cibo, culture e migrazioni nato nell'ambito del progetto "Con i miei occhi, con le mie mani, con le mie parole"
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domenica 5 ottobre 2014

Saperi, sapori e culture al festival "Io-tu ... noi-voi. Dalla multiculturalità al meticciato: una comunità possibile?"

All'interno del festival  Io-tu ... noi-voi. Dalla multiculturalità al meticciato: una comunità possibile?, che si terrà in vari luoghi della città dal 13 al 19 ottobre (QUI il programma completo), segnaliamo alcuni appuntamenti dedicati al cibo come veicolo  di scambio e contaminazioni tra culture. Il 15 ottobre a partire dalle 15.30 presso al Sala Consiliare del Quartiere Navile, tavola rotonda con interventi, tra gli altri, di Lella di Marco e Hend Ahmed (Annassim), Fausto Amelii (Centro Interculturale Zonarelli), Vincenza Perilli (InteRGRace) e Raffaele Riccio (Università di Bologna). Il 17 ottobre invece, presso il Centro Costa di via Azzogardino, degustazione di pane egiziano, marocchino e italiano serviti con olio e sale, accompagnati da tè alla menta (gradita la prenotazione).

lunedì 5 agosto 2013

Karkadè contro la calura estiva

Dopo la ricetta di Fida dalla Palestina della bevanda rinfrescante al kefir, le nostre amiche Hend e Mariem dal Cairo ci consigliano una bevanda dell'antico Egitto, il karkadè.


In pratica sono fiori di ibiscus essiccati. L'uso della bevanda  è particolarmente forte in Egitto dove viene consumato caldo (dal vago sapore agre) e freddo, per le forti capacità astringenti cha aiutano a combattere la disidratazione e la sete. Si afferma anche che abbia spiccate capacità regolatrici della pressione sanguigna. Chiamato anche Tè Rosa dell’Abissinia, la pianta è originaria dell’America centrale, i fiori hanno un colore rosso o verde, si usa il calice del fiore. La varietà a calice rosso si usa in medicina, quella a calice verde in alimentazione per acidificare i piatti a base di miglio e di riso. Si usa come decotto, è un ottimo diuretico, antisettico urinario, è una bevanda dal sapore acidulo rinfrescante e dissetante, dal colore leggermente rosso, non possiede principi attivi eccitanti, non contiene caffeina, per cui può tranquillamente sostituire il tè ed il caffè, è digestivo e regolarizza la funzionalità epatica. E’ una bevanda antiinfiammatoria, lenitiva,vitaminizzante, utile anche nella stipsi cronica e la presenza degli antociani la rendono una pianta angioprotettiva. In forma di infuso è leggermente lassativa. Per uso esterno per la presenza dei polifenoli e delle mucillagini, ha una azione lenitiva per le pelli infiammate.La bevanda si ottiene versando dell’acqua calda sui petali secchi, lasciando riposare qualche minuto e poi filtrare. Volendo si possono aggiungere una fetta di limone e un pò di zucchero

lunedì 3 dicembre 2012

Narrazioni da mangiare / Un report per immagini

Un report per immagini di Narrazioni da mangiare, il pomeriggio di incontro tra culture che si è tenuto sabato 1 dicembre al Centro Zonarelli come presentazione finale del progetto Con i miei occhi, con le mie mani, con le mie parole

Hend Hamed dell'Associazione Annassim durante il laboratorio di cucina egiziana mentre prepara l'impasto per i Ta' Amia, ovvero i falafel egiziani ...

Hajiba Radouane in un altro momento dei laboratori che hanno inaugurato il pomeriggio: è di scena la cucina marocchina ...

Ai laboratori hanno partecipato circa una trentina di persone, uomini, donne e bambini/e di diversa provenienza geografica e culturale. Nella foto una partecipante d'eccezione: Luisa Granzotto del Centro Zonarelli, infaticabile e insostituibile organizzatrice della giornata ...


Fausto Amelii, direttore del Centro Zonarelli, introduce la discussione su "Il Centro Zonarelli, laboratorio permanente di intercultura". Alle sue spalle Mohamed Rafia Boukbiza dell'Associazione Sopra i ponti, tra l'altro autore insieme a Hanan Boukhbiza, Saaheddin Boukhbiza, Alberto Cini, Zine Labidine Jahabli, Manuela Mandrone, Anna Potena, Egle Potena, Nasser Rahini e Antonella Selva del fumetto edito da Expris Comix, Il mio viaggio fino a te. Storie di migranti a Bologna ...


Matilde Callari Galli, dell'Istituzione per l'Inclusione Sociale e Comunitaria don Paolo Serra Zanetti durante il suo intervento introduttivo alla sezione Narrazioni da mangiare: memoria, cibo e migrazione ...

Uno dei momenti di riflessione, discussione e narrazione intorno al tema della memoria, del cibo e della migrazione. Intervento di Lyubov Sanduonyc, dell'Associazione Italia-Ucraina. Alle sue spalle  Lella Di Marco che con sapienza e ironia insieme a Fausto Amelii, ha coordinato gli interventi ...

  
Hajiba Radouane durante il suo intervento ...



Vicky Reyes, dell'associazione filippina di Bologna parla della cucina, della storia e della geografia culturale e gastronomica del suo paese ...



Alcuni  momenti dello spettacolo Mani in pasta, di Koinè teatro sostenibile, corso accelerato di tagliatelle alla bolognese con degustazione finale


Al corso accelerato di tagliatelle bolognesi hanno partecipato bambini/e, donne e uomini di diversa provenienza geografica: Italia, Senegal, Marocco, Perù, Ucraina ...

 
 Ancora un momento dello spettacolo Mani in pasta ...  


Grazie ad una serie di interessanti banchetti espositivi allestiti nei vari spazi del Centro Zonarelli, non sono mancati i diversivi per chi non ha potuto - visti i posti limitati -  partecipare al corso accelerato di tagliatelle. Nella foto qui sopra Antonella Selva, dell'Associazione Sopra i Ponti, espone oli e creme per la cura del corpo all'olio di argan prodotti da cooperative di donne marocchine ... 


Non mancava neanche un piccolo angolo di bric-à-brac solidale tra cui curiosare, gestito con squisita gentilezza e simpatia da Albana, una tirocinante albanese del Centro Zonarelli ...



Infine un buffet con cibi di svariate parti del mondo, come patate alla peruviana ....




... e hummus di ceci del medio oriente, ha chiuso in maniera conviviale  Narrazioni da mangiare ...

venerdì 30 novembre 2012

Narrazioni da mangiare / Comunicato Stampa

Sabato 1 dicembre a partire dalle 14.30, il Centro Interculturale Zonarelli ( via Sacco, 14 - Bologna)  accoglie, in un pomeriggio di incontro tra culture, "Narrazioni da mangiare", presentazione finale del progetto “Con i miei occhi, con le mie mani, con le mie parole”, realizzato in collaborazione con l'associazione Annassim – Donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo, l'associazione Sopra i ponti e con il sostegno di Volabo – Centro servizi per il volontariato della Provincia di Bologna.

Il progetto parte dall'assunzione che ogni persona è un universo che trova la sua narrazione attraverso strumenti diversi. Due diversi gruppi hanno lavorato sul disegno a fumetti e sulla cucina e il cibo. Immigrati/e e nativi/e narrano le loro storie con fumetti, parole, immagini e cibi da assaporare insieme. La narrazione avverrà attraverso la voce dei protagonisti che la legheranno alla storia del proprio paese, alla tecnica di preparazione non industrializzata, alla cucina materna degli affetti.

Programma

Ore 14,30 Laboratori di piatti tipici di cucina egiziana con Hend Hamed e cucina marocchina con Hajiba Radouane (iscrizione obbligatoria).

Ore 15,45 Accoglienza
Degustazione the alla menta a cura delle associazioni Annassim e Sopra i Ponti.

Ore 16 "Il Centro Zonarelli, laboratorio permanente di intercultura". Ne parlano Amelia Frascaroli,assessore all'Associazionismo e Partecipazione; Giancarlo Funaioli, presidente VOLABO e Fausto Amelii,Centro Interculturale Zonarelli.

Ore 16,30 Fumetti migranti
Presentazione e letture animate dal libro a fumetti "Il mio viaggio fino a te, storie migranti a Bologna" a cura delle associazioni Sopra i ponti e ExprÏs Comics, edizioni il Girovago.
ExprÏs Comic, associazione di giovani disegnatori, ha condotto il percorso laboratoriale di fumetto attraverso un intenso scambio tra tecniche e racconti con migranti e non, fino ad arrivare al libro "Il mio viaggio fino a te, storie di migranti a Bologna" (ed. Il girovago, Bologna 2012) disegnate a fumetto.
Nel 2011, in collaborazione con l'associazione Sopra i ponti, il Centro Interculturale Zonarelli di Bologna e Volabo, ha realizzato il volumetto "Voli interrotti. Storie abbozzate di migranti", partecipando al BIL BOL BUL (edizione 2011).

Ore 16,50 Saperi Sapori Culture nel web
Vincenza Perilli, instancabile ascoltatrice di racconti, ha raccolto interviste e materiali sul blog http://saperisaporiculture.blogspot.it/ .

Ore 17 "Narrazioni da mangiare: memoria, cibo e migrazione"
Un gruppo di cuoche e cuochi provenienti da tutto il mondo, guidati con sapienza e ironia da Lella Di Marco (associazione Annassim, Donne delle due sponde del Mediterraneo), racconta in un inedito corso di cucina, il viaggio della migrazione tra la memoria e le trasformazioni, dai ricordi di ricette delle famiglie di origine, alla ricerca a Bologna dei prodotti originali.
Matilde Callari Galli, dell'Istituzione per l'Inclusione Sociale e Comunitaria don Paolo Serra Zanetti coordina gli interventi di Hend Hamed, Egitto; Hajiba Radouane, Marocco; Lyubov Sandulovych, Ukraina; Leo de Jesus, Filippine; Nilanthy Tennakoon, Sry Lanka; Carmela Vega Overti, Perù; Maria Luigia Di Stefano, Grecia e mediterraneo; Nada Karaivanova, Slow Food Macedonia; Fausto Amelii, Centro Zonarelli.

Ore 18,30 "Mani in pasta" di Koinè teatro sostenibile, corso accelerato di tagliatelle alla bolognese con degustazione finale.
Non poteva mancare un segno identitario della città in cui tutti viviamo, approdo di tutti noi, Bologna, testimoniata dalla performance teatrale di Koinè teatro sostenibile.

Per info: Centro Zonarelli tel 051 4222072
www.zonagidue.it

domenica 18 novembre 2012

Sabato 1 dicembre 2012 / Narrazioni da mangiare

Il centro Interculturale Zonarelli, le associazioni Annassim - Donne native e migranti delle due sponde del mediterraneo e Sopra i Ponti, VOLABO - Centro servizi per il volontariato della provincia di Bologna, sabato 1 dicembre presso il Centro Zonarelli (via Sacco, 14 - Bologna) presentano Narrazioni da mangiare. Immigrati/e e nativi/e narreranno le loro storie con fumetti, parole, immagini e cibi da assaporare insieme. La narrazione avverrà con la viva voce dei protagonisti che, con passione e curiosità, la legheranno alla storia del proprio paese, alla tecnica di preparazione non industrializzata, alla cucina materna: quella degli affetti
 

PROGRAMMA
                 
Ore 14.30 Laboratori di  piatti tipici
cucina egiziana,  Hend Hamed
cucina marocchina, Hajiba Radouane
(iscrizione obbligatoria)
Ore 15.45 Accoglienza
Degustazione the alla menta a cura delle associazioni Annassim e  Sopra i Ponti
Ore 16.00 Il Centro Zonarelli, laboratorio permanente di intercultura
Amelia Frascaroli, Assessore Comune di Bologna
Giancarlo Funaioli, Presidente VOLABO
Fausto Amelii, Centro Interculturale Zonarelli
Ore 16.30 Fumetti migranti
Presentazione e letture animate da “Il mio viaggio fino a te , storie migranti a Bologna” a cura delle associazioni Sopra i ponti e Exprìs Comics
Ore 16.50 Saperi Sapori Culture nel web
il blog saperisaporiculture a cura di Vincenza Perilli
Ore 17.00 Narrazioni da mangiare: memoria, cibo e migrazione                  
Coordina Matilde Callari Galli, Istituzione per l'Inclusione Sociale e Comunitaria don Paolo Serra Zanetti
Intervengono:
Hend Hamed, Egitto
Hajiba Radouane, Marocco
Lyubov Sandulovych, Ukraina
Leo de Jesus, Filippine
Nilanthy Tennakoon, Sry Lanka
Carmela Vega Overti, Perù
Maria Luigia Di Stefano, Grecia e cibi mediterranei
Nada Karaivanova,  Slow Food Macedonia
Fausto Amelii, Centro  Zonarelli
Ore 18.30  Mani in pasta di Koinè teatro sostenibile,
corso accelerato  di tagliatelle alla bolognese 

(con degustazione finale)
 
PIU' INFORMAZIONI
www.zonagidue.it
Sito del Centro Zonarelli
http://saperisaporiculture.blogspot.it/
il blog del progetto
http://www.facebook.com/centrointerculturale.zonarellibologna
pagina Facebook del Centro Zonarelli

sabato 25 febbraio 2012

Intervista a Hend Ahmed


Intervista a Hend Ahmed *


Cucina tradizionale come cucina povera e contadina
Sì, la cucina egiziana della mia zona di provenienza è una cucina povera. Si fa un largo uso di legumi – soprattutto fave – e verdure. Le verdure più usate sono la bamia (che è una verdura a foglie) e la mulukia, che è simile ai peperoni. Entrambe non esistono in Italia. Il piatto tipico dell'Egitto è comunque il riso. Si mangia quasi tutti i giorni, con le verdure (per esempio spinaci) oppure con la carne. Ma la carne non si mangia spesso. Il vitello ad esempio si mangia solo durante la festa dell'Aid perché è molto costoso, dunque durante i giorni normali si mangia il pollo o il manzo. Oltre al riso si mangia anche una gran quantità di pane e patate, dunque la cucina egiziana tradizionale è ricca di farinacei, quindi di carboidrati.
Ripartizione dei pasti durante la giornata / Differenze con l'Italia
Ho trovato molte differenze con la cucina italiana, anche perché come ti ho detto molte cose qui non ci sono, per esempio verdure come la bamia e la mulukia. Ma una prima differenza è proprio al ripartizione dei pasti durante al giornata. In Egitto quando ti alzi bevi il te, poi verso le 10 mangi qualcosa ad esempio delle fave, lesse o fatte a polpettine. Alle 13 in Italia si fa il pranzo invece in Egitto si mangia poco, qualcosa così, un po' di pane o un'altra piccola cosa. Il pranzo vero è infatti alle 16. Si mangia in genere un piatto unico, il piatto tipico è riso con le verdure. Per fare il riso si usa un burro speciale, fatto con il latte di mucca. Oppure insalata con sottaceti, soprattutto zucchine e melanzane, queste si chiamano bapagunnut.
Cambiamenti nelle abitudini alimentari con il processo migratorio
Per me è cambiato molto, perché alcuni ingredienti non li trovi (come la bamia, oppure alcune spezie) e allora non puoi più fare le stesse ricette. Per esempio nella cucina egiziana si usa il cumino, ma anche il sciabat che è una specie di prezzemolo ma più profumato e poi la cusbara. Tante cose poi vengono diverse, come per esempio il mashi (cioè cavolfiore lesso con riso, pomodoro e macinato) ce ha un sapore diverso da quando lo mangiavo in Egitto durante la mia infanzia.
Cibi delle feste
Festa dell'AID: La festa più importante è la festa dell'Aid e il cibo di questa festa è la grigliata di agnello. E' molto importante prima di cuocere questa carne lasciarla a marinare con le spezie dal mattino fino al pomeriggio quando al carne si mette a cuocere. Durante le feste ci sono anche dei dolci che durante i giorni normali si mangiano poco (anche i bambini non mangiano tanti dolci, per merenda in Egitto si usa il panino con felefel). Il dolce della festa dell'Aid è il caach (biscotti con datteri).
Matrimoni: Non c'è un dolce particolare. Si mangiano tanti dolci, ma nessuno è tipico del matrimonio. Il matrimonio in Egitto non prevede un pranzo, come in Italia, ma una cena, si mangia prima la carne (con pollo e verdura) oppure il pesce (sempre con il riso). Oggi i matrimoni sono molto cambiati, sono diventati più occidentali. Per esempio ci sono i confetti. Prima era diverso, i matrimoni si festeggiavano per strada.
Festa nascita del profeta (inizi gennaio): i dolci tipici sono il riso al latte (roseblam) e la mallamea, che è molto simile alla panna cotta.
Festa del profeta (nel periodo della Pasqua ebraica): si mangia l'asciura, torta di riso cotto nel latte (tipo la pastiera napoletana?)
Nascita: non ci sono cibi particolari legati alla nascita. Si fanno solo dei sacchetti con dentro caramelle, pop-corn, noccioline
Compleanni: in Egitto tradizionalmente non si festeggia, oggi lo festeggiano solo i ricchi. Io ho festeggiato il mio primo compleanno con la torta in Italia, a 18 anni. Invece ai miei figli faccio sempre la torta di compleanno ed anche un regalo.
Funerali: non ci sono abitudini particolari, si beve solo caffè senza zucchero. Quando muore qualcuno i vicini ti portano da mangiare.
* Dell'associazione Annassim. L'intervista è stata realizzata presso il Centro Interculturale Zonarelli il 25 febbraio 2012 da Vincenza Perilli. Zona origine intervistata : Egitto (Il Cairo)

sabato 10 dicembre 2011

Contaminazioni / Datteri

Datteri, vere bombe caloriche (di Lella Di Marco - Annassim)

Nati in oriente si sono diffusi al seguito degli Arabi in Spagna e da qui in America. Ottimi negli stati di convalescenza e per contrastare la decalcificazione ossea, idatteri, soprattutto quelli secchi, hanno un valore nutrizionale molto alto: rappresentano uno dei frutti piu’ ricchi di zuccheri (fino al 70%); sono ricchissimi anche di potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo ed e’ un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare), calcio, fosforo, magnesio, ferro e vitamine A e B; sono pertanto molto energetici, rimineralizzanti e lassativi; lo sciroppo di datteri, che si ottiene bollendo i frutti in acqua, e’ considerato un buon rimedio contro tosse e raffreddori. I datteri freschi sono da preferire a quelli secchi, sia per il maggior contenuto di vitamine, sia per l’assenza della glassa di glucosio utilizzata per la conservazione; e proprio per l’abbondante presenza di glucosio, i datteri secchi sono controindicati a chi soffre di diabete. Sono un frutto altamente calorico: infatti, 100 g. di prodotto forniscono ben 260 kcalorie.
Così è successo che mia sorella debilitata per i postumi di un complicato intervento chirurgico , si sia ripresa mangiando una abbondantissima porzione di datteri al giorno. Anche dei bambini italiani che conosco hanno il piacere di mangiarli come energizzanti come merenda a scuola. Ma a loro piacciono maggiormente quelli freschi che arrivano dall’Egitto. Paese fra i maggiori produttori che ne vanta decine e decine di varietà.